La storia della Pastiera Napoletana
La pastiera è è il classico dolce pasquale partenopeo. Per i napoletani la pastiera non è solo un dolce, ma un vero e proprio rito con tempi e modalità ben definite: dalla preparazione, rigorosamente effettuata il giorno del Venerdì Santo; alla cottura, che in passato avveniva nel forno rionale, dove, dal primo pomeriggio, iniziava la processione di coloro che portavano a cuocere le pastiere.
La crostata è un tipico dolce italiano basato su impasto di pasta frolla con ripieno di marmellata, ricotta, crema o cioccolato. Secondo la tradizione popolare, la sua origine risale probabilmente alla prima era cristiana ed è riportata in una leggenda che narra di un rito pagano in onore della sirena Partenope.
La creazione della pastiera napoletana nasce invece ad opera di una suora nell’antichissimo convento di S. Gregorio Armeno, la quale diede ad essa un significato mistico, simboleggiante la Resurrezione di Cristo. Da questo episodio deriva l'usanza di preparare la pastiera il Venerdì Santo e di consumarla durante la Pasqua.
Una delle ultime leggende legate alla pastiera narra di Maria Teresa D'Austria, consorte del re Ferdinando II di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", che, dopo aver assaggiato una fetta di pastiera, non poté far a meno di sorridere.
Il grano è alla base della ricetta della pastiera; va lasciato in ammollo in acqua e poi cotto a lungo, possibilmente nel latte. Oggi è possibile acquistare in ogni supermercato il grano già cotto e aromatizzato.
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